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Rsa, i gestori toscani: “La Regione tenga aperto il confronto”

Soddisfazione per la delibera sull’adeguamento della quota sanitaria, ma resta preoccupazione per il settore: “Ora dare concretezza agli altri punti del protocollo d’intesa, dalla formazione alla revisione dei modelli assistenziali”.

di Redazione | 3 Ottobre 2023
Rsa
La presentazione del protocollo d'intesa tra Regione Toscana e gestori, avvenuta a settembre 2023

Firenze, 3 ottobre 2023 – Dai gestori delle Rsa toscane apprezzamento e soddisfazione per la delibera circa l’aumento della quota sanitaria destinata alle residenze per anziani approvato a fine settembre dalla Giunta regionale, pur nella consapevolezza che ancora molto resta da fare per la tenuta dell’intero settore. Per le associazioni quello appena compiuto è un primo, importante passo utile a dare concretezza all’accordo sottoscritto con la Regione un mese fa, giunto dopo tre anni di gravi difficoltà – emerse soprattutto con l’aumento dei costi legati alla pandemia ed energetici – dopo i quali la preoccupazione non può che continuare a essere alta. Ben lontano dal riconoscimento dell’incremento reale dei costi per le prestazioni nelle strutture, anche in considerazione di quanto è atteso per i prossimi mesi (come ad esempio il rinnovo del Ccnl cooperative sociali, che si preannuncia particolarmente oneroso a fronte dell’elevata inflazione e che segue quello già recepito dalle Rsa pubbliche), l’adeguamento economico previsto rappresenta dunque l’inizio di un percorso mirato alla sopravvivenza del settore e ad assicurare standard di qualità adeguati ai servizi per la non autosufficienza: l’auspicio, ora, è che il confronto con la Regione prosegua con atti concreti e con il coinvolgimento anche dei Comuni, oltre che dei gestori, per l’attuazione di tutti i restanti punti contenuti nel protocollo d’intesa.

L’iter delineato dal documento comprende, oltre all’aumento progressivo della quota sanitaria da ora al 2025 e al conseguente incremento del fondo per le Rsa, ulteriori impegni di fondamentale importanza:

  • l’istituzione di un Osservatorio permanente per la stima del fabbisogno di personale, con lo scopo di favorire e semplificare l’accesso ai percorsi di formazione professionale abilitanti alle funzioni assistenziali;
  • l’istituzione di un tavolo tecnico- scientifico per la valutazione dell’attuale composizione dei costi delle Rsa e del livello di sostenibilità economica nel medio periodo compatibile con i criteri di qualità, appropriatezza assistenziale e sicurezza degli operatori, anche nell’ottica di una valorizzazione congiunta del sistema di “libera scelta” per il cittadino;
  • l’avvio di un confronto con i Comuni, le Società della salute e le zone distretto per rivalutare l’adeguatezza del limite di compartecipazione della quota sociale;
  • l’apertura di un tavolo con i più importanti istituti bancari per verificare le opportunità finanziarie che possono essere offerte ai gestori delle strutture;
  • l’approvazione, da parte del Consiglio regionale, della proposta di legge 174/2023 per la programmazione del fabbisogno di posti letto Rsa con l’obiettivo di rendere più cogenti i criteri di valutazione e autorizzazione per la realizzazione di nuove strutture, impedendo a progetti per nuove maxi-Rsa di aggirare la normativa regionale, evitando il rischio di sperequazione e di congestione dell’offerta in alcuni territori a scapito di altri;
  • la revisione dei modelli assistenza per l’evoluzione, nel medio-lungo periodo, del sistema di offerta residenziale in termini di appropriatezza e qualità assistenziale.

I gestori delle Rsa toscane rinnovano dunque la propria disponibilità a condividere con le istituzioni l’impegno su tali aspetti cruciali per la sopravvivenza del settore.

AGESPI TOSCANA – AIOP RSA TOSCANA – ANASTE TOSCANA – ARAT – ARET ASP – ARSA – UNEBA TOSCANA e le Centrali Cooperative-Settore Sociale AGCI-Solidarietà Toscana, Confcooperative-Federsolidarietà Toscana, Legacoop Toscana-Dipartimento Welfare

(Comunicato stampa)

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Pubblicato in : Evidenza, NewsTag: anziani, Focus Rsa, Long Term Care, non autosufficienza, Regione Toscana, Rsa

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