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Caro energia, costi tutti a carico di strutture e famiglie

Rsa e centri diurni in piazza a Firenze per chiedere l’intervento della Regione: serve una revisione delle tariffe. Nei prossimi giorni un picchetto davanti al Consiglio regionale.

di Redazione | 27 Ottobre 2022
caro energia rsa

Firenze, 27 ottobre 2022 – Di fronte al caro energia e all’inflazione, Rsa e centri diurni chiedono a gran voce l’intervento urgente della Regione Toscana. Gestori, operatori e famiglie hanno manifestato stamani in piazza Duomo, di fronte a Palazzo Strozzi Sacrati, per richiamare l’attenzione sui problemi che rendono insostenibile la gestione dei servizi agli anziani. «I costi della pandemia sono tutti a carico delle singole organizzazioni e da restituire alle banche, mentre le famiglie fanno fatica a pagare una quota di parte sociale che ora dovrà necessariamente aumentare – dicono le associazioni rappresentative delle strutture toscane – nel frattempo i lavoratori del settore attendono da anni di essere trattati contrattualmente come i colleghi che operano nel pubblico, ma la politica latita. Regione, Asl, Società della Salute e Comuni si comportano come se nulla sia avvenuto: è tutto in mano al presidente Giani, che si nega a un confronto». Rsa e centri diurni attendono infatti un incontro con Eugenio Giani, richiesto ormai mesi addietro e più recentemente anche dal prefetto di Firenze, affinché sia valutata una revisione delle tariffe, praticamente ferme da ben 11 anni. Un provvedimento, questo, già adottato da altre Regioni (tra cui Veneto, Puglia ed Emilia-Romagna) proprio per sostenere le strutture ma su cui la Toscana, nonostante l’assessore al Sociale Serena Spinelli abbia più volte ricevuto i gestori, continua a non intervenire.

L’aumento dei costi energetici e dell’inflazione è l’ultima goccia, dopo molte criticità da troppo tempo irrisolte che le associazioni hanno sottoposto all’attenzione delle istituzioni fin dall’inizio della pandemia: «Chiediamo che sia affrontata subito la gravissima carenza di infermieri e Oss, della quale finora la Regione non ha facilitato la soluzione, nemmeno con l’arrivo di operatori comunitari. Poi, chiediamo che siano riviste organizzazione e spesa sanitaria, specie quella ospedaliera, affinché arrivino le risorse necessarie per i servizi agli anziani e alle persone con disabilità: non si può continuare ancora a gravare sulle famiglie, con le rette e con liste d’attesa eccessive».

Ora, sebbene i ristori siano interrotti dal luglio scorso, si assiste inoltre alla ripresa dei contagi, tutt’altro che scomparsi. Il caro bollette, insieme al Covid-19 e all’assenza dei ristori, mette definitivamente a rischio i servizi alla popolazione anziana non autosufficiente. Perciò la protesta non si limiterà alla giornata odierna: mentre i gestori saranno ricevuti in prefettura insieme all’assessore Spinelli il prossimo 3 novembre, Rsa e centri diurni continueranno a essere silenziosamente presenti due giorni a settimana di fronte alla sede del Consiglio regionale. «Ci saremo insieme a famiglie e lavoratori per opporci a una situazione che ci costringerebbe a chiudere i servizi, forse per la gioia di fondi d’investimento speculativi che non aspettano altro».

Aderiscono all’iniziativa:

AGCI (Associazione generale cooperative italiane) SOLIDARIETÀ TOSCANA,

AGESPI (Associazione gestori servizi sociosanitari e cure post intensive) TOSCANA,

AIOP (Associazione italiana ospedalità privata) TOSCANA,

ANASTE (Associazione nazionale strutture terza età) TOSCANA,

ARAT (Associazioni residenze anziani Toscana),

ARET – ASP (Associazione regionale aziende pubbliche di servizi alla persona),

ARSA (Associazione residenze sanitarie assistenziali),

UNEBA (Unione nazionale istituzioni e iniziative di assistenza sociale) TOSCANA,

CONFCOOPERATIVE SANITÀ TOSCANA,

CONFCOOPERATIVE FEDERSOLIDARIETÀ TOSCANA.

(Comunicato stampa)

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Pubblicato in : News, Primo pianoTag: Focus Rsa, Rsa

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