Le sanità italiane, più che un sistema tante e troppe diversità
I Cinquant'anni del Servizio Sanitario Nazionale cadranno fra due anni: sembra tanto, ma il 2028 è dietro l'angolo.
Di Fabrizio Binacchi*

I Cinquant'anni del Servizio Sanitario Nazionale cadranno fra due anni: sembra tanto, ma il 2028 è dietro l'angolo.
Di Fabrizio Binacchi*

Le RSA si sono trasformate da tempo in strutture sanitarie i cui costi non vengono riconosciuti. Ora le recenti sentenze della Cassazione per l’Alzheimer stanno facendo esplodere il problema. Il grido di allarme di Uneba Veneto.

L'articolo "Sanità, è ora di cambiare" del direttore Giancarlo Magni ha aperto un dibattito sulla situazione del settore nel nostro Paese, tra problemi annosi e nuove sfide. A tal proposito ospitiamo l'intervento del professor Valdo Ricca, primario di psichiatria all'ospedale di Careggi e ordinario all'università di Firenze.

Senza vere riforme, la sanità andrà sempre più in affanno. La società italiana non è più quella degli anni in cui nacque il SSN. Oggi l’emergenza è rappresentata dalla lungodegenza. Il ruolo del Terzo settore.

In sanità, accanto ad una buona preparazione tecnica di medici e infermieri, si registrano pessime performance della parte amministrativa e politica. È una delle conseguenze della eccessiva regionalizzazione del sistema voluto dai partiti. Un esempio recente.

Curato da docenti e ricercatori dell’Università di Firenze (Michel Rizzo, Lisa Grazzini, Marika Macchi, Alessandro Petretto) e da Patrizia Lattarulo, IRPET, è stato appena pubblicato da FUP (Florence University Press) lo studio “Verso una nuova sanità territoriale: le Case della Salute in Toscana come laboratorio di innovazione”. Ringraziamo gli autori per il permesso a riprodurre parte della introduzione e le conclusioni del Report.

La sanità toscana, insieme ai servizi sanitari più progrediti in Europa, sta conoscendo una fase di trasformazione legata all'aumento della pressione della domanda sull'offerta delle prestazioni per la salute. I professori Lisa Grazzini e Alessandro Petretto, del dipartimento di Scienze per l’economia e l’impresa dell'Università di Firenze, mettono in luce come la nostra regione abbia caratteristiche che potenzialmente la rendono più preparata alla riforma dell'assistenza territoriale.

Quando si parla di sanità, spesso si fa riferimento alla percentuale di Pil che ad essa viene destinata e si pone in evidenza come, rispetto ad altri paesi, sia più bassa. Ma estendere lo sguardo alle altre componenti del sistema del welfare offre qualche spunto di riflessione. Rispetto alla media dell’Eurozona, si vede che anche l’assistenza e la scuola ricevono meno risorse ma non la previdenza che, guarda caso, assorbe un surplus di Pil che sarebbe sufficiente a colmare quanto in meno ricevono sanità, assistenza e scuola. L'analisi di Luciano Pallini, direttore del Centro studi della Fondazione Turati.

Dal 2° workshop sulla sanità, pormosso da Solo Riformisti nel mese di luglio 2025 a Pistoia, pubblichiamo un ulteriore contributo, riguardante la soddisfazione dei cittadini europei per i loro servizi sanitari e la correlazione con la spesa sostenuta.

L'analisi del Servizio sanitario toscano, dai punti forti alle lacune da colmare, è stata il tema trattato dal dottor Alessandro Scarafuggi – medico, già direttore generale Asl e con esperienza gestionale di strutture del Ssn dal 1982 – al workshop svoltosi a Pistoia il 3 luglio 2025 attorno alla sanità nella regione. Ecco il testo del suo intervento.
