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Liste d’attesa, il bollettino Agenas

Nei primi nove mesi del 2026 si consolida il miglioramento rispetto al 2025. Permangono margini di miglioramento e differenze territoriali. Prosegue il confronto e la condivisione di soluzioni con le Regioni. Il comunicato stampa sul Bollettino trimestrale Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) sul monitoraggio delle liste di attesa.

di Redazione | 22 Ottobre 2026
Foto di Ofoto Ray da Pixabay
Foto di Ofoto Ray da Pixabay - https://pixabay.com/it/photos/seduta-museo-vetro-costruzione-6897751/

Roma, 22 ottobre 2026 – Oltre due milioni di prenotazioni in più nei primi nove mesi del 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025 e un miglioramento del rispetto dei tempi massimi di attesa per visite specialistiche ed esami diagnostici. Si conferma la tendenza positiva già evidenziata nel primo semestre dell’anno, con progressi significativi per le prestazioni urgenti e brevi.

È quanto emerge dal Bollettino periodico sull’andamento delle liste di attesa, predisposto da AGENAS sulla base dei dati della Piattaforma Nazionale Liste di Attesa (PNLA), aggiornati al 30 settembre 2026. Il monitoraggio consente di analizzare, mese per mese e Regione per Regione, l’andamento delle prenotazioni e il rispetto dei tempi di garanzia per 14 tipologie di prime visite specialistiche e 22 accertamenti diagnostici.

Più prenotazioni e più prestazioni nei tempi di garanzia

Nei primi nove mesi del 2026 le prenotazioni complessive sono passate da 19,7 milioni del 2025 a 21,8 milioni, con un incremento di oltre il 10%. Crescono sia le prime visite specialistiche, da 11,3 a 12,3 milioni (+8,3%), sia gli esami diagnostici, da 8,4 a 9,5 milioni (+13,3%).

All’aumento delle prenotazioni corrisponde un miglioramento del rispetto dei tempi di garanzia: per le prime visite la percentuale passa dal 76,9% al 78,6%, mentre per gli esami diagnostici cresce dall’83,3% all’85%.

In termini assoluti, le prime visite prenotate entro i tempi previsti passano da 8,7 a 9,6 milioni, con circa 935 mila prestazioni in più. Gli esami diagnostici aumentano da 7 a 8,1 milioni, pari a circa 1,1 milioni di accertamenti aggiuntivi nei tempi di garanzia. Complessivamente, si registrano quindi oltre 2 milioni di prenotazioni in più entro i tempi previsti.

Un ulteriore segnale positivo riguarda le prenotazioni efettuate oltre i tempi massimi di garanzia, che diminuiscono sia in termini assoluti che percentuali. Per le prime visite passano da 2,14 a 2,11 milioni, con un’incidenza sul totale che scende dal 18,9% al 17,2%. Per gli esami diagnostici si riducono da 1,089 a 1,084 milioni, passando dal 12,9% all’11,4%.

L’analisi mensile conferma inoltre che, pur in presenza delle fisiologiche oscillazioni legate alla stagionalità, in ciascuno dei primi nove mesi del 2026 le percentuali di rispetto dei tempi

risultano superiori a quelle registrate nei corrispondenti mesi del 2025, sia per le prime visite sia per gli esami diagnostici.

Migliorano soprattutto le prestazioni urgenti e brevi

I risultati più significativi riguardano le prestazioni che richiedono una risposta più tempestiva in relazione alla priorità clinica.

Per le prime visite classificate come Urgenti (U), da garantire entro tre giorni, il rispetto dei tempi passa dal 78,8% all’81,7%, mentre per quelle in classe Breve (B), da efettuare entro dieci giorni, cresce dal 78,2% all’80,6%.

Anche per gli esami diagnostici si registra un miglioramento: le prestazioni urgenti garantite entro tre giorni passano dal 74,2% al 77,3%, mentre quelle in classe Breve aumentano dal 76,5% al 78,2%.

Progressi si osservano anche nelle prestazioni diferibili, che passano dal 70,7% al 73,4% per le prime visite e dall’83,4% all’85,5% per gli esami diagnostici.

Le prestazioni programmabili entro 120 giorni restano sostanzialmente stabili per le prime visite, attestandosi al 84,2%, mentre per gli esami diagnostici migliorano dall’85,8% all’87,1%.

Le prestazioni che recuperano di più

L’analisi delle singole prestazioni conferma un miglioramento difuso, seppure con diferenze tra le diverse tipologie.

Tra le prime visite, quelle oncologiche continuano a registrare la percentuale più elevata di rispetto dei tempi di garanzia, passando dal 93,8% al 95,3%.

Miglioramenti significativi riguardano anche la visita fisiatrica, dal 79,3% all’83%, la visita gastroenterologica, dal 71,2% al 73,8%, e quella pneumologica, dal 79,7% all’82,1%. Il recupero più consistente interessa la visita dermatologica, che passa dal 65,8% al 69,9%, pur rimanendo tra le prestazioni con le maggiori criticità.

Tra gli esami diagnostici, il miglioramento più rilevante riguarda la colonscopia, che passa dal 62,8% al 69,3%. Progressi si registrano anche per la gastroscopia, dal 68,6% al 72,6%, per l’ecografia della mammella, dal 78,3% all’82%, e per l’ecografia dell’addome, dall’84,7% all’87%.

Si tratta di segnali incoraggianti, soprattutto per alcune prestazioni che presentano storicamente maggiori dificoltà nel rispetto dei tempi di attesa. Permangono tuttavia margini di miglioramento, in particolare per gli accertamenti endoscopici e per alcune visite specialistiche.

Le diferenze tra le Regioni

Il rispetto dei tempi di attesa delle Prime Visite delle singole Regioni, tra i primi 9 mesi del 2025 e i primi 9 mesi del 2026 mostra un andamento tendenzialmente positivo, pur con andamenti diferenziati:

  • 4 Regioni confermano una elevata percentuale di rispetto dei tempi massimi di garanzia già raggiunti nel 2025.
  • 5 Regioni evidenziano una percentuale di rispetto dei tempi tra l’80% e l’89%, tra queste registrano un miglioramento Abruzzo e Lombardia.
  • 8 Regioni evidenziano una percentuale di rispetto dei tempi tra l’70% e il 79%, tra queste registra un miglioramento significativo la Liguria, mentre si registra un peggioramento in Sicilia
  • 4 Regioni evidenziano una percentuale di rispetto dei tempi inferiore al 70%, in questo gruppo tutte le regioni registrano un miglioramento ad eccezione della Sardegna.

Anche per gli esami diagnostici il quadro nazionale è complessivamente positivo, sebbene persistano diferenze tra i territori.

  • 6 Regioni confermano una elevata percentuale di rispetto dei tempi massimi di garanzia già raggiunti nel 2025.
  • 8 Regioni registrano una percentuale di rispetto dei tempi tra l’80% e l’89%, tra queste registrano un miglioramento Emilia-Romagna, Friuli-Venezia-Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte e P.A. Trento.
  • 4 Regioni registrano una percentuale di rispetto dei tempi tra l’70% e il 79%, tra queste registrano un miglioramento Abruzzo e Sardegna mentre peggiorano PA di Bolzano e Sicilia.
  • 3 Regioni registrano una percentuale di rispetto dei tempi inferiore al 70%, in questo gruppo tutte le regioni registrano un miglioramento.

L’analisi regionale conferma quindi la necessità di proseguire un confronto puntuale con le singole Regioni, tenendo conto non soltanto delle percentuali di rispetto dei tempi, ma anche dei volumi delle prestazioni e delle modalità di attribuzione delle classi di priorità.

Un elemento che richiede particolare attenzione riguarda infatti l’appropriatezza prescrittiva e, in particolare, la distribuzione delle richieste tra le diverse classi di priorità.

Per le prime visite, la classe P (Programmabile entro 120 giorni) presenta un’incidenza media nazionale del 34,9%, ma con diferenze significative tra le Regioni. Analoghe diferenze si osservano nell’utilizzo delle classi Breve e Diferibile, che possono incidere sulla pressione della domanda e sulla lettura dei risultati.

In particolare, in diversi ambiti si rileva un utilizzo non appropriato della classe di priorità P, attribuita a prestazioni classificate come primi accessi che, nella pratica, risultano riconducibili ad attività di controllo e follow-up, proprie dei secondi accessi. Tale fenomeno evidenzia alcune criticità nei processi di presa in carico dei pazienti e sottolinea la necessità di raforzare modelli organizzativi in grado di garantire percorsi assistenziali continuativi, programmati e coerenti con i bisogni di cura. Questi elementi rendono necessario approfondire i criteri di attribuzione delle priorità e raforzare il lavoro con le Regioni per promuovere una maggiore omogeneità e appropriatezza delle prescrizioni.

Appropriatezza prescrittiva e nuovo Piano Nazionale: prosegue il lavoro con le Regioni

Il miglioramento del governo delle liste di attesa richiede di intervenire non soltanto sulla disponibilità delle prestazioni, ma anche sull’appropriatezza della domanda e sulla capacità di programmazione del sistema sanitario.

In questa prospettiva si inserisce il Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa 2026-2028, entrato in vigore il 24 agosto 2026, che introduce nuovi strumenti per raforzare il monitoraggio, la programmazione e l’appropriatezza prescrittiva.

Il Piano amplia inoltre il numero delle prestazioni oggetto di monitoraggio, che passano da 55 a 114 e saranno monitorate a partire dal 1° gennaio 2027.

Per accompagnarne l’attuazione, AGENAS ha istituito il Tavolo permanente dei RAO e dell’appropriatezza prescrittiva, coordinato dall’Agenzia e composto da rappresentanti del Ministero della Salute, dell’Istituto Superiore di Sanità, delle Regioni e delle Province autonome.

Il Tavolo, riunitosi per la prima volta il 2 ottobre 2026, rappresenta una sede di confronto operativo per condividere indirizzi, strumenti e buone pratiche finalizzati a migliorare l’appropriatezza delle prescrizioni e a rendere più omogenea l’attribuzione delle classi di priorità.

A partire da questo Bollettino, saranno forniti aggiornamenti trimestrali sui lavori del Tavolo, per dare conto delle attività avviate e dei progressi raggiunti.

Le buone pratiche da difondere: Marche e Trento

Accanto all’analisi dei dati, il Bollettino presenta nuove esperienze regionali che dimostrano come il miglioramento della gestione delle liste di attesa passi anche attraverso interventi sull’appropriatezza delle prescrizioni e sull’organizzazione dei servizi.

La Regione Marche ha sviluppato un sistema di controllo delle ricette di visite specialistiche ed esami diagnostici, che raccoglie quotidianamente le prescrizioni, individua eventuali incoerenze e consente alle Aziende sanitarie di attivare verifiche e momenti di confronto con i medici prescrittori.

Dal gennaio 2025 il sistema ha analizzato oltre 18 milioni di ricette, rilevando, ad esempio, oltre

50.000 prescrizioni di visite specialistiche con quesito diagnostico incoerente con il primo accesso. Tra agosto e settembre 2026 sono state inviate circa 200 comunicazioni ai medici per approfondire specifiche situazioni prescrittive. È inoltre prevista l’introduzione di segnalazioni direttamente nella fase di prescrizione, per favorire scelte più appropriate senza limitare l’autonomia clinica del professionista.

La Provincia autonoma di Trento ha sviluppato, attraverso la collaborazione tra Azienda sanitaria, Università di Trento e Fondazione Bruno Kessler, un prototipo di intelligenza artificiale denominato IntelliRAO, finalizzato a supportare i medici nella formulazione dei quesiti diagnostici e nell’attribuzione delle classi di priorità.

Lo strumento, basato sull’analisi delle indicazioni cliniche e sulla loro coerenza con i Raggruppamenti di Attesa Omogenei (RAO), può contribuire a migliorare l’appropriatezza prescrittiva e a rendere più omogenea l’assegnazione delle priorità.

Le esperienze di Marche e Trento confermano l’importanza di afiancare agli interventi sull’oferta un lavoro strutturato sul governo della domanda, valorizzando soluzioni organizzative e tecnologiche potenzialmente replicabili in altri contesti territoriali.

Tanese: «Risultati incoraggianti, il lavoro deve proseguire con metodo e determinazione»

«Il Bollettino conferma un trend di miglioramento diffuso, segno di un impegno significativo di tutto il Servizio Sanitario sul tema delle liste d’attesa», dichiara il Direttore generale di AGENAS, Angelo Tanese. «La Piattaforma si rivela uno strumento indispensabile per capire dove intervenire e valutare l’impatto delle misure adottate. Oggi non ci muoviamo più al buio, e rileviamo ampi margini di miglioramento che richiedono interventi mirati. Ma conoscere i numeri, seppur necessario, non basta. Per questo stiamo portando avanti con ciascuna Regione un confronto permanente sulle criticità e sulle azioni da intraprendere. Anche se permangono differenze territoriali, tutte le Regioni sono al lavoro per migliorare, con metodo e determinazione, e i risultati iniziano a vedersi», conclude Tanese.

(Comunicato stampa)

Leggi il bollettino sul sito di Agenas

https://www.agenas.gov.it/aree-tematiche/comunicazione/primo-piano/2816-online-il-bollettino-trimestrale-agenas-sul-monitoraggio-delle-liste-di-attesa

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Pubblicato in : Evidenza, News

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