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Aiuti dati, ricevuti e reti di solidarietà

Il rapporto dell’istat sugli aiuti dati, ricevuti e le reti di solidarietà per l’anno 2024 mostra che più di un individuo su tre aiuta persone non coabitanti. Riportiamo il testo, disponibile anche sul sito dell’istituto.

di Redazione | 30 Luglio 2026
Foto di Sabine van Erp da Pixabay - https://pixabay.com/it/photos/mani-anziano-coppia-vecchio-8673161/

Comunicato stampa –

Nel 2024 il 36,2% delle persone di 18 anni e più presta almeno un tipo di aiuto a persone non coabitanti, fornendone in media 1,9. Era il 22,8% nel 1998. Al netto degli aiuti digitali, per cibo, vestiario e altro tipo di aiuto, non rilevati nel 1998, tale quota è del 32,4%.

Tra le modalità di aiuto prevalgono la compagnia, l’accompagnamento e l’ospitalità (29,8%) e il supporto digitale (23,8%).

Ogni persona che presta aiuto sostiene in media 1,3 destinatari, rivolgendosi soprattutto ai familiari stretti (18,9% alla madre, 9,8% al padre).

Il 65,4% di chi fornisce almeno un tipo di aiuto lo fa in autonomia, il 24,1% condivide l’attività con altri, l’8,2% opera nell’ambito del volontariato.

I caregiver (chi presta lavoro di cura a coabitanti e/o a non coabitanti) sono il 24,9% delle persone di 18 anni e più.

Le famiglie che ricevono aiuti informali da persone non coabitanti sono il 18,6% del totale. Tra gli anziani di 75 anni e più che vivono da soli riceve aiuti il 43,3%.

Più propensione all’aiuto: aumenta la solidarietà informale tra il 1998 e il 2024

Gli aiuti forniti gratuitamente a parenti, amici, vicini, ecc. sono la manifestazione concreta dell’attivazione delle reti sociali. Le famiglie esprimono bisogni e ricevono aiuti per esigenze legate alle diverse fasi del ciclo di vita o a specifiche criticità (nascita dei figli, difficoltà economiche o di gestione del lavoro di cura, malattia, ecc.). L’invecchiamento demografico ha effetto anche sulle reti di aiuto, aumentando il bacino di persone che hanno bisogno di assistenza, soprattutto quello degli anziani (tra il 1998 e il 2024 le persone di 75 anni e più passano dal 7,3% al 12,6% della popolazione). Una trasformazione, questa, che incide sulla configurazione della rete, facendola divenire sempre più “stretta e lunga”, con meno giovani e adulti e una crescente presenza di persone più anziane.

Il confronto tra il 1998 e il 2024 restituisce l’immagine di un sistema di aiuti informali ampliato: la quota di persone di 18 anni e più che danno almeno un tipo di aiuto a persone non coabitanti aumenta in modo significativo, passando dal 22,8% al 32,4%, non considerando gli aiuti digitali e quelli sotto forma di cibo, vestiario, ecc. che nel 1998 non venivano. Se si includono anche questi ultimi, invece, la quota sale al 36,2% (erano oltre 10,5 milioni di persone maggiorenni, raggiungono i 18 milioni nel 2024), con un aumento anche del numero medio di aiuti prestati, che passano da 1,7 a 1,9.

Parallelamente si modifica la struttura delle forme di aiuto. Crescono soprattutto le quote di persone che offrono compagnia, accompagnamento od ospitalità (dal 6,3% al 10,8%), attività domestiche (dal 5,1% al 7,8%), assistenza bambini (dal 4,4% al 6,9%), aiuto economico (dal 3,5% al 6,0%), aiuto nello studio (dal 1,9% al 3,9%) e aiuto nell’espletamento di pratiche burocratiche (dal 5,2% al 6,8%). La quota di famiglie che ricevono aiuti da persone non coabitanti è aumentata dal 15,0% del 1998 al 16,8% del 2024, escludendo gli aiuti digitali e quelli sotto forma di cibo, vestiario, ecc. Se si considerano, invece, anche questi ultimi, nel 2024, la quota di famiglie aiutate raggiunge il 18,6%. Complessivamente, le famiglie aiutate passano da poco più di 3 milioni a 5 milioni, registrando anche un lieve incremento del numero medio di aiuti ricevuti (da 1,6 a 1,7). Aumentano sensibilmente le famiglie che beneficiano di compagnia, accompagnamento od ospitalità (dal 2,7% al 5,0%), seguite da quelle aiutate nell’espletamento di pratiche burocratiche (dal 2,6% al 3,7%) o nell’assistenza di persone adulte (dal 2,1% al 2,9%); viceversa, le famiglie che ricevono aiuto per l’assistenza di bambini registrano una consistente riduzione (dal 4,5% al 2,9%).

Leggi e scarica il rapporto sul sito dell’Istat

Fai clic per accedere a StatisticaReport_Aiuti-dati-e-ricevuti.pdf

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Pubblicato in : News, Primo piano, Studi e ricercheTag: anziani

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Per contattare la redazione:
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