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In Italia longevità record ma in cattiva salute

Con una popolazione over 65 che raggiungerà il 30% entro il 2030 e oltre 24 milioni di cittadini che già convivono con malattie croniche, il sistema sanitario nazionale si trova davanti a un bivio decisivo. Il White Paper sulla Cronicità e la Non Autosufficienza realizzato dall’Associazione del Terzo Settore Peripato e dalla Fondazione Anthem che riunisce 300 ricercatori nel campo della medicina e dell’ingegneria, indica la via del cambiamento.
Segnaliamo e ripubblichiamo, con il consenso della redazione, questo approfondimento apparso qualche tempo fa sul quotidiano In Salute News e intitolato “In Italia longevità record ma in cattiva salute: a rischio la sostenibilità della sanità”.

di Redazione | 27 Luglio 2026
Foto di Gerd Altmann da Pixabay - https://pixabay.com/it/photos/anziano-coppia-giardino-10186248/

In base al più recente report ISTAT di fine marzo, l’Italia si prepara ad affrontare un vero e proprio “tsunami d’argento” che implica un cambio di paradigma senza precedenti nella gestione della salute pubblica. Con una popolazione dove gli over 65 rappresentano già il 25,1% del totale, che si prevede raggiungerà il 30% entro il 2030, e una spesa per la non autosufficienza che ha superato la soglia critica dei 30 miliardi di euro annui, il sistema attuale non è più sostenibile.

A pochi giorni dalla fotografia ISTAT che restituisce l’immagine di un Paese sempre più anziano, che si colloca al primo posto tra i più longevi di Europa, il nuovo Libro Bianco sulla Cronicità e la Non Autosufficienza, curato da Sergio Harari, Presidente Associazione Peripato e Professore di Medicina Interna all’Università di Milano, e Stefano Paleari, Presidente Fondazione Anthem e Professore di Public Management all’Università di Bergamo, lancia l’allarme sullo squilibrio tra crescente longevità e crisi dei servizi sanitari.

“Dai più recenti dati diffusi dall’ISTAT emerge con chiarezza la realtà strutturale di un Paese sempre più anziano nel confronto europeo, che ha la quota più bassa di giovani e più alta di anziani con 14,8 milioni di over 65 e un’età media di 49 anni, 4 in più rispetto alla media dell’UE – dichiarano Harari e Paleari – Uno squilibrio, risultato di un processo di lungo periodo, che incide profondamente sulla domanda di servizi sanitari, assistenziali e previdenziali, a cui il documento offre una risposta radicale basata su innovazione digitale e nuovi modelli organizzativi per garantire il diritto alla salute delle generazioni presenti e future”.

“Sebbene la speranza di vita in Italia sia tra le più elevate al mondo, attestandosi a quasi 84 anni, quella in ‘buona salute’ si ferma drasticamente a 58 – dichiara Silvio Brusaferro, già Presidente dell’ISS e oggi Ordinario Igiene e Medicina Preventiva all’Università di Udine – Questo implica oltre venticinque anni di vita trascorsi convivendo con malattie o disabilità, con un impatto enorme sulla qualità della vita e sulle famiglie. Un gap che genera conseguenze socio-economiche imponenti, alimentato dal fatto che oltre 24 milioni di italiani, ovvero oltre il 40% della popolazione, riferiscono essere oggi affetti da malattie croniche. Parallelamente, il sistema è sorretto da oltre 8,5 milioni di caregiver familiari che prestano assistenza a costo di enormi sacrifici personali e professionali e da oltre 800 mila badanti, con una forte componente di spesa privata pari a 45 miliardi di euro all’anno, che si aggiunge agli oltre 140 miliardi di spesa pubblica sanitaria, di cui appena 1 miliardo è la quota di compartecipazione derivante dal ticket sanitario”.

Le prospettive future delineano uno scenario ancora più critico. “Entro il 2043, si stima che 6,2 milioni di over 65 vivranno soli, rendendo i modelli di assistenza attuali del tutto insufficienti a fronte di una popolazione non autosufficiente destinata a crescere del 25% entro il 2030”, sottolinea Luca Degani, avvocato e Presidente Uneba Lombardia – Associazione del Terzo Settore che si occupa di assistenza sociale.

Il Libro Bianco individua nella tecnologia e in nuovi modelli organizzativi la “chiave di volta” per una sanità più efficiente e dunque sostenibile. Non si tratta solo di digitalizzare documenti, ma di adottare vere e proprie Digital Therapeutics (DTx), ovvero software certificati, formulati come app, videogiochi, sistemi di realtà virtuale o sensorizzati, con finalità terapeutiche, riabilitative o preventive in ambito cardiologico, pneumologico, neurologico, neuropsichiatrico e oncologico, capaci di monitoraggio da remoto, in continuo, di patologie come diabete, ipertensione e depressione, per migliorare sia gli esiti clinici sia l’aderenza e l’accesso alle cure, anche a domicilio.

“Queste soluzioni sono già rimborsate in Paesi come la Germania, con costi medi per ciclo di circa 222 euro, ma l’Italia è ancora priva di un sistema normativo strutturato – spiega Guido Cavaletti, Ordinario di Anatomia Umana e prorettore vicario dell’Università Milano-Bicocca – L’introduzione dell’Intelligenza Artificiale e il potenziamento del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE 2.0) permetteranno di passare da una medicina ‘a silos’ a una presa in carico globale, riducendo esami ridondanti, liste d’attesa e ospedalizzazioni improprie grazie a una disponibilità immediata delle informazioni e al monitoraggio da remoto”.

Il documento non si limita all’analisi, ma avanza proposte concrete per un cambio di rotta necessario. I curatori del Libro Bianco propongono incentivi alla prevenzione e di responsabilizzare i cittadini verso stili di vita corretti fin dai primi anni. “È altresì necessaria una migliore integrazione socio-sanitaria mirata ad abbattere le barriere tra ospedale e territorio, creando reti geografiche dove il paziente riceva cure adeguate ovunque venga intercettato – afferma Rosanna Tarricone, Associate Dean della SDA Bocconi School of Management – Divisione Government, Health e Non Profit e Professoressa Associata al Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche dell’Università Bocconi – Sul fronte delle risorse, suggeriamo di rivedere i meccanismi di esenzione dal ticket, introducendo criteri basati sulla reale capacità economico-patrimoniale per garantire equità e sostenibilità. Infine, occorre ripensare la collaborazione pubblico-privato e i sistemi assicurativi affinché tornino alla loro natura di copertura dei rischi legati alla non autosufficienza e non siano intesi semplicemente come uno strumento per ‘saltare la coda’ pagando un premio”.

“Il cambiamento che ci aspetta, da sotterraneo diventerà presto visibile e di grande impatto su tutta la popolazione. Agire ora significherebbe un’importante assunzione di responsabilità da parte del decisore politico, per trasformare quello che oggi viene definito un ‘silver tsunami’ in una vera onda di rinnovamento per l’intero Paese”, conclude Cristina Messa, Ordinario di Diagnostica per Immagini Università Milano-Bicocca e Direttrice Scientifica Fondazione Don Carlo Gnocchi.

Hanno contribuito alla stesura del Libro Bianco: Silvio Brusaferro, Guido Cavaletti, Luca Degani, Sergio Dompé, Daniele Finocchiaro, Giada Lonati, Cristina Messa, Nicola Montano, Fabrizio Oliva, Rosanna Tarricone.

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In Italia longevità record ma in cattiva salute: a rischio la sostenibilità della sanità

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Pubblicato in : Idee e proposte, News, Segnalazioni, Studi e ricerche

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