• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer
Senzeta

Senzeta

Mensile di utilità scientifiche e culturali

  • Facebook
  • Email
  • Focus
  • Primo piano
  • Idee e proposte
  • Approfondimenti
  • Cultura
  • Studi e ricerche
  • Segnalazioni
  • Questa iniziativa
  • Autori

C’è ancora il diritto alla salute?

È arrivata a 40 miliardi l’anno la spesa degli italiani per la sanità. Una ricerca dell’Aiop fotografa le difficoltà del sistema sanitario italiano.

di Redazione | 6 Febbraio 2018
diritto alla salute

Sono sempre di più gli italiani insoddisfatti del Servizio sanitario nazionale. Il dato emerge dal 15° rapporto annuale “Ospedali&Salute 2017” promosso dall’Aiop, l’associazione italiana di ospedalità privata. Il malcontento è espresso dal 32,2% delle persone intervistate, una percentuale in crescita di 11 punti rispetto al 2015 quando i critici si erano fermati al 21,3%. Nel mirino soprattutto gli ospedali pubblici, in un solo anno gli scontenti sono passati passati dal 22,7% al 30,2 con punte del 50,6% nelle regioni meridionali. Da notare infatti che le percentuali riportate costituiscono la media nazionale e quindi c’è da tenere presente (parleremo nei prossimi numeri delle differenze fra regione e regione) che il dato del sud pesa molto sulle valutazioni finali. Il giudizio negativo deriva soprattutto da due fattori. Il peggioramento del trattamento dei pazienti, e la lunghezza dell’attesa per avere il trattamento richiesto, giudizio questo espresso dal 54,1% dei pazienti intervistati (il dato del 2014 era del 24,2%). L’insoddisfazione per il servizio e l’attesa per la sua erogazione spingono una percentuale non secondaria della popolazione  a ricorrere alle strutture accreditate o private (39,3% nel 2017 rispetto al 35,5% del 2009), a rivolgersi ad ospedali fuori regione (30%) o a recarsi addirittura all’estero (18,5% nel 2017 rispetto al 14,1 del 2013).

Tutti comportamenti che hanno la conseguenza diretta di far lievitare la spesa sanitaria privata delle famiglie che oggi è arrivata a 40 miliardi l’anno con un incremento che negli ultimi 10 anni è stato del 22,4% a fronte di aumento della spesa pubblica del 14,2. Le ragioni che spingono i singoli ad investire in salute, nonostante sulla carta il Servizio sanitario sia universale e solidale, sono fondamentalmente quattro:

  • le liste d’attesa troppo lunghe;
  • il desiderio di scegliersi uno specialista di fiducia;
  • la sfiducia in alcuni ospedali e nei relativi servizi;
  • la necessità di avere medicinali che o non sono prescrivibili o necessitano di particolari lungaggini burocratiche.

Non tutti ovviamente possono accedere al mercato privato della sanità. Infatti il 26,8% degli intervistati è stato costretto nel 2017 a rimandare o rinunciare alle cure, con l’aggravante che il 20% di questi aveva rinunciato a curarsi anche nel 2016. Di fatto un depotenziamento dell’universalità e gratuità del Servizio sanitario pubblico che, a questo punto, senza una riforma vera e profonda fa saltare quel diritto alla salute che, nel nostro Paese, sembrava ormai definitivamente acquisito.

Giancarlo Magni

Condividi:

  • Tweet
  • Condividi su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp
  • Condividi su Telegram (Si apre in una nuova finestra) Telegram
  • Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa
Pubblicato in : Primo pianoTag: Aiop

Info Redazione

Post precedente:Pupi Avati“Sei vecchio” e Avati si dimette
Post successivo:Un amministratore sociale per avvicinare le periferieperiferie amministratore sociale

Sidebar

Seguici su Facebook

Seguici su Facebook

Senzeta sulla tua mail

Inserisci la tua mail per ricevere gratuitamente i nostri aggiornamenti

Senzeta.it

  • Focus
  • Primo piano
  • Idee e proposte
  • Approfondimenti
  • Cultura
  • Studi e ricerche
  • Segnalazioni
  • Questa iniziativa
  • Autori

Archivi

Notiziario di utilità scientifiche e culturali della Fondazione Filippo Turati Impresa Sociale – Registrato al Tribunale di Pistoia al n. 409 del 9 marzo 2018.

Direttore Responsabile:
Giancarlo Magni

Per contattare la redazione:
ufficiostampa@fondazioneturati.it

Fondazione Filippo Turati Impresa Sociale

Sede legale e amministrativa
Via Fiorentina, 136 – 51100 Pistoia
Tel 0573 976143 Fax 0573 368030
E-mail: info@fondazioneturati.it
Pec: pistoia@pec.fondazioneturati.it

Dati per la fatturazione elettronica

Archivio Articoli

  • Approfondimenti specialistici
  • Cultura
  • Evidenza
  • Focus
  • Idee e proposte
  • News
  • Primo piano
  • Segnalazioni
  • Studi e ricerche
  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • LinkedIn
  • YouTube

Fondazione Filippo Turati Impresa Sociale | P.IVA 00225150473 Codice Fiscale 80001150475

Privacy Policy | Cookie Policy