Innovazione e salute: il ruolo delle assicurazioni

L’Italia invecchia. Ad inizio 2019, il 23% della popolazione con più di 65 anni. Salute e benessere tra i bisogni primari. Nuovi prodotti dal mondo assicurativo.

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di Luciano Pallini | 21 Febbraio 2019

La Fondazione F. Turati ha partecipato al II annual meeting dell’Osservatorio Innovation di Ania, a Palazzo Mezzanotte a Milano: «Innovazione e welfare: salute e benessere nell’era digitale», nel quale sono stati affrontati  gli aspetti legati all’evoluzione della ricerca scientifica, le prospettive offerte dalle nuove tecnologie in ambito medico-sanitario e il loro impatto sul sistema economico e sociale.

A introdurre il meeting è stata la presidente dell’Associazione che unisce le aziende assicuratrici, Maria Bianca Farina: le innovazioni, ha detto, vanno a una velocità incredibile, sia  che si tratti di robotica, di intelligenza artificiale, della genomica e dei tanti altri campi nei quali la corsa all’innovazione procede frenetica.

Tutto questo avviene in una Italia che invecchia (al primo gennaio del 2019, secondo Istat, gli over 65 in Italia sono 13,8 milioni e rappresentano circa il 23% della popolazione totale) e nella quale le sfide legate alla salute diventano sempre più centrali: i bisogni si ampliano, diventano più forti perché ci sono sempre più le persone che invecchiano con conseguenti maggiori bisogni di cure. Non solo: occorre considerare anche la diffusione sempre più ampia nella società della cultura salutista.

A questo crescente bisogno di salute e benessere le imprese assicuratrici, ha aggiunto, sono pronte a rispondere con nuovi e migliori prodotti, auspicando anche la  realizzazione di un nuovo modello sulla salute, orientato ancora  al servizio universale, ma più strutturato sulle competenze e con una ottimizzazione della relazione tra pubblico e privato.

Ha ricordato poi il finanziamento da parte di Ania di importanti investimenti interni ed esterni come incubatori di start up, partnership con aziende ad alto contenuto tecnologico, fondi di venture capital.

In particolare ha citato Hackathon, dove giovani eccellenze, provenienti dai principali poli universitari tecnologici, si sfidano nella elaborazione di idee innovative per il settore, spesso facendo nascere nuove startup, la partnership con Sapienza, Università del Foro Italico e Fondazione universitaria Santa Lucia per sperimentare soluzioni che prevengano le malattie neurodegenerative,  la collaborazione con il Campus Biomedico di Roma, per la progettazione di protesi bioniche di arti superiori con ritorno sensoriale, destinate a chi ha subito l’amputazione di un arto, nonché per la definizione di un algoritmo che calcoli il rischio di ictus in persone che hanno una predisposizione verso patologie di questo tipo, e indirizzata ai bambini la collaborazione  con l’Ospedale Bambin Gesù finanziando la Biobanca per la ricerca delle malattie rare.

La presidente ha poi introdotto e dialogato con l’ospite d’onore: Sophia, l’umanoide della Hanson Robotics, creata grazie a una sinergia tra la robotica, l’intelligenza artificiale e l’abilità artistica.

Sono stati poi presentati i risultati di una ricerca realizzata da Monitor Deloitte che ha illustrato  alcune delle aree di innovazione, dagli specchi intelligenti per fare fitness ai droni per la consegna di farmaci agli  assistenti domestici robotizzati fino agli health point presso le sedi del lavoro.

Dalla ricerca emerge poi che per il 60% degli italiani salute e benessere sono tra i bisogni primari più importanti e 2 intervistati su 3 affermano di effettuare almeno un check-up completo all’anno. La metà di loro spende una media di 300 euro l’anno in prevenzione: complessivamente nel 2018 sono state 150 milioni le prestazioni sanitarie pagate di tasca propria dagli italiani (+55% rispetto al 2017), per una spesa complessiva di 39,7 miliardi di euro. La sanità integrativa nell’anno ha garantito in media un livello di rimborso delle cure pagate di tasca propria del 66%.
Il meeting si è concluso con una tavola rotonda cui hanno partecipato i rappresentanti dei maggiori gruppi assicurativi illustrando quanto il mondo delle assicurazioni è in grado di offrire  anche per prevenire i rischi: la sempre maggiore diffusione di patch (cerotti digitali) e wearables (indossabili) consente di  acquisire informazioni genomiche e parametri vitali per conoscere anticipatamente la mappa dei rischi dell’assicurato, consentendo di  attivare polizze sanitarie che investono le risorse su percorsi di cura mirati. La digitalizzazione in Sanità può costituire una grande opportunità per la ricongiunzione dei percorsi di cura dei cittadini, favorendo una reale integrazione tra pubblico e privato, rendendo più efficiente l’accesso alle cure e ottimizzando le risorse, fornendo supporto anche alla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale.

Laureato in Economia e commercio all’università di Firenze con il massimo dei voti e la lode, Luciano Pallini è stato dal 1970 al 1975 responsabile dell’Ufficio studi del Comune di Pistoia. Qui, dal 1975 al 1988, ha ricoperto diverse cariche elettive. Già componente del consiglio di amministrazione dell’Irpet e della S.a.t. “Galileo Galilei” di Pisa, svolge da trent'anni attività di consulenza alle imprese e di ricerca economica. Attualmente svolge attività di coordinamento del Centro studi Ance Toscana e del Centro studi della Fondazione Filippo Turati. Presiede inoltre l’associazione E.s.t. (Economia società territorio) con la quale realizza progetti di sviluppo basati sulle risorse locali, in particolare i beni culturali.

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