Il tema del confronto tra sistema sanitari e regionali per essere sostenuto da un minimo di rigore richiede di precisare cosa effettivamente si confronta. Un sistema sanitario è un’industria che occupa numerosi lavoratori nei diversi settori e comparti e che eroga prestazione sanitarie. Il consumo e l’utilizzazione di queste arricchisce il capitale umano e determinano i livelli di benessere individuale e collettivo.
A tal fine decisiva è la definizione delle nozioni di universalismo, accessibilità ed equità, talvolta considerate nel linguaggio corrente come sinonimi.
I sistemi sanitari svolgono due funzioni non sovrapponibili: la produzione e la fornitura di servizi sanitari. La prima dipende dall’organizzazione industriale che in realtà opera in un certo paese e la seconda dalle tipologie di finanziamento dei servizi stessi.
Le forme assunte dei SSN secondo l’organizzazione industriale sono di tipo aggregato, semi-aggregato e separato a seconda del livello di integrazione verticale degli istituti coinvolti (ASL, ospedali, cliniche, laboratori nonché farmacie). Secondo la fornitura i SSN si distinguono a seconda delle tipologie in beveridgiane (UK, Italia, Danimarca)o bismarkiane (Francia, Germania, Olanda e Spagna). Alcuni esempi sono discussi nella relazione.
Nella relazione sono esposti alcuni tentativi di confronto delle performance secondo il recente Rapporto OCSE. Il SSN italiano consegue buone performance me realizza un disorganico rapporto tra sanità pubblica, sanità convenzionata e sanità privata.
I SS regionali riflettono in modo altamente diseguale i caratteri del sistema nazionale. Il SSN italiano dovrebbe infine realizzare una trasformazione rilevante e benefica con la riforma della medicina territoriale.
Alessandro Petretto


La sanità in Italia, un’indagine