È il tempo dei nonni

La maggioranza delle persone anziane gode di buona salute. Il loro apporto, specie nel caso dei nonni, è essenziale per il welfare familiare.

nonni

di Anna Aimetti | 22 marzo 2018

Su poco più di 60 milioni di abitanti gli over 65 sono circa 14 milioni, il 23,3%, e la percentuale è in aumento. Praticamente un esercito e, di fatto, la colonna portante della società. Ci voleva Papa Francesco, “Bisognerebbe dare un Nobel ai nonni“, per mettere l’accento su un dato di fatto che è sotto gli occhi di tutti. Quando si parla delle persone anziane di solito si mettono in rilievo i problemi e non le opportunità. In realtà, e i dati sono lì a dimostrarlo, i problemi, malattie croniche, necessità di assistenza, situazioni legate alla solitudine, riguardano una minoranza. La maggioranza delle persone anziane, salvo per una parte, quella finale, della vita, godono di buona salute  e costituiscono un validissimo aiuto per i figli e la loro famiglia. Il Papa, nel suo intervento, ha messo soprattutto l’accento sugli aspetti morali della questione sottolineando il rispetto che si deve ad una persona indipendentemente dalla sua età e il patrimonio di esperienza e di saggezza che questa rappresenta.

Ma il ruolo dei nonni nella società non è solo importante per gli aspetti morali.  Il loro apporto è essenziale sotto tanti altri aspetti. Si pensi ad esempio a quello economico quando, con la loro pensione, aiutano i nipoti, se non addirittura la famiglia dei figli, ad avere una più o meno piccola autonomia economica, oppure al sostegno che possono dare nella cura ed assistenza dei nipoti, in presenza di genitori entrambi impegnati nel lavoro. In pratica le persone anziane sono un pilastro di quel welfare familiare al quale lo Stato, per la situazione della finanza pubblica, non può dare risposta. I dati confermano ampiamente questa situazione. Vista infatti la carenza di servizi pubblici, si pensi agli asili nido, la disponibilità di persone di famiglia a cui affidare i bambini piccoli diventa, per molte donne, una condizione essenziale per cercare o mantenere il lavoro. Le statistiche ci dicono che più della metà delle donne che lavorano affidano i figli piccoli ai nonni e che in assenza di questo tipo di supporto, vuoi per la mancanza di una alternativa rappresentata dagli asili nido vuoi per l’impossibilità economica di sostenerne il costo, molte di loro sarebbero costrette a lasciare il lavoro per dedicarsi alla cura dei figli. Va da sé poi che la mancanza di un supporto familiare per la cura dei bambini influisce anche sui tassi di natalità con conseguenze sociali molto pesanti, cosa che fra l’altro, proprio in questi anni,  sta accadendo in Italia (si veda sul tema la pubblicazione degli atti del convegno organizzato dalla Fondazione Turati sul tema “Conciliare maternità e lavoro, nuovi strumenti e nuovi attori“. Il volume è disponibile, gratuitamente e su richiesta scrivendo a: segreteria@fondazioneturati.it).

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